UNA LETTERA DA UNA LETTRICE
A 67 anni, mia nipote mi ha detto che il mio cesto portabiancheria era la cosa più brutta della casa
Non ho mai scritto niente del genere prima d’ora e vorrei chiarire subito che non sono una scrittrice e non ho l’abitudine di dire alle altre donne come gestire la propria casa.
Ma due settimane fa, quando sono venute a trovarmi, ben quattro persone mi hanno chiesto del mio cesto portabiancheria, fra tutte le cose possibili. Ormai l’ho raccontato così tante volte che mi è sembrato più semplice metterlo per iscritto come si deve.
Tutto è cominciato quando mia nipote è venuta a stare da me e ha fatto una smorfia guardando quell’affare nell’angolo del bagno.
Nonna, perché il tuo cesto portabiancheria è la cosa più brutta della casa?
Non aveva tutti i torti. Un coso di plastica beige, crepato, con il bordo che stava diventando grigio, che da quasi dieci anni nascondevo dietro la porta ogni volta che veniva qualcuno.
Non è che l’avessi scelto davvero. Nessuno decide di comprare qualcosa di brutto. Compri quello economico di plastica pensando di sostituirlo e poi, senza accorgertene, passano dieci anni.
Come succede
Un cesto portabiancheria è l’ultima cosa che viene in mente quando si pensa a qualcosa di bello. Serve a qualcosa, non è un oggetto che scegli perché ti piace.
Così i negozi ci vendono contenitori di plastica e cesti pieghevoli in rete, tutti del colore di un corridoio d’ospedale. Noi li compriamo senza pensarci due volte e poi li sopportiamo in silenzio, nell’angolo di ogni stanza.
E siccome è soltanto un cesto portabiancheria, non trovi mai il momento di fare qualcosa. È sempre la prossima voce di una lista a cui non arrivi mai.
Su cosa mi sbagliavo
Ecco dove mi sbagliavo di più. Pensavo che un cesto portabiancheria dovesse essere di plastica per essere pratico. Facile da pulire, mantiene la forma, fa il suo dovere.
Ho scoperto che uno in tessuto trapuntato fa tutte queste cose ed è anche bello. Sta in piedi da solo anche quando è vuoto, il tessuto si pulisce con un panno e si ripiega completamente quando non serve. Semplicemente, ha un disegno sopra invece di avere il colore del nulla.
Non bisognava scegliere tra praticità e bellezza. È solo che nessuno mi aveva mai proposto la versione bella. Ci ho messo 67 anni a scoprirlo.
Il mio è Corallo
L’ho preso da Maria & Silvia Atelier, una piccola boutique di Milano che da qualche anno rende, con discrezione, un po’ più belle le cose di tutti i giorni nelle nostre case.
Il mio è Corallo – Cesto portabiancheria fatto a mano: un cesto trapuntato con un intero paesaggio marino cucito tutt’intorno, una tartaruga marina, stelle marine e conchiglie nei toni delicati del blu e della sabbia. Ma hanno decine di fantasie, dai fiori ai cagnolini. Su questo tornerò più avanti.
È fatto proprio bene. La trapuntatura è morbida ma strutturata, quindi resta in piedi da solo sia pieno che vuoto, e ha robusti manici in tela per portarlo su per le scale. Il disegno prosegue tutto intorno, così è bello da qualsiasi lato lo si guardi.
Ed è disponibile in tre misure: ce n’è una per un bagno piccolo e una abbastanza capiente per gli asciugamani di tutta la famiglia.
Cosa è successo quando sono venuti a trovarmi
Adesso lo tengo bene in vista, nell’angolo della camera da letto, dove a quello di plastica non avrei mai permesso di stare.
Due settimane fa, quattro persone diverse mi hanno chiesto informazioni. La mia amica Marianna, che di solito non nota queste cose, mi ha domandato dove l’avessi preso. E mia nipote, che ha dato inizio a tutto, ha deciso che la tartaruga è sua e va a controllarla ogni volta che viene a trovarmi.
In tutta la mia vita nessuno mi aveva mai chiesto del mio cesto portabiancheria. Adesso è la prima cosa di cui parlano.
Tre cose che ho imparato da allora
Uno. Sta in piedi da solo. È proprio quello che il cesto di plastica, una volta crepato, non riusciva più a fare. Vuoto o pieno, mantiene la sua forma nell’angolo e non si affloscia.
Due. Si ripiega. Quando mia figlia viene a trovarmi e ha bisogno della camera degli ospiti libera, lo ripiego completamente e lo metto sopra l’armadio. Con quello rigido di plastica non avrei mai potuto farlo.
Tre. Se è bello, lo usi. La cosa curiosa è che adesso la biancheria finisce davvero dentro, perché non è più qualcosa da cui vuoi distogliere lo sguardo. Accanto a quello di plastica, invece, si formava soltanto una pila.
A proposito del prezzo
Su questo voglio essere sincera, perché è stata proprio la cosa che mi ha insospettita.
Corallo parte da 49,95 € per la misura piccola, anziché 125,00 €. La misura media costa 54,95 € e la grande 59,95 €. Tutte e tre sono scontate del 60%.
Il mio primo pensiero è stato che fosse tanto per un cesto portabiancheria. Poi ho fatto due conti: negli anni avevo speso quasi la stessa cifra per sostituire quelli di plastica crepati, e li avevo nascosti tutti dietro una porta.
Non ho trovato nessuna fregatura. Sono una piccola boutique che vende direttamente e i cesti vengono realizzati su ordinazione: ogni pezzo viene cucito quando lo ordini.
Ho fatto quello che immagino stia facendo anche tu adesso: prima di ordinare, sono andata a leggere le recensioni. Poco più di trecento, con una media di 4,2 stelle. Non quelle cinque stelle sospettosamente perfette che si vedono su certi siti e che, a essere sincera, mi avrebbero convinta di meno. Persone vere, opinioni diverse, perlopiù molto positive.
Poi ne ho ordinato uno più piccolo anche per il bagno.
Cosa ti direi se fossimo amiche
Se fossimo sedute in giardino e tu me lo chiedessi, ti direi questo.
Dai un’occhiata al cesto portabiancheria nel tuo bagno. Se è di plastica, è crepato e lo nascondi quando viene qualcuno, è semplicemente perché nessuno te ne aveva mai proposto uno più bello. Adesso sì.
È una piccola cosa. Ma le piccole cose brutte di casa pesano più di quanto immaginiamo, e questa si può sistemare con una spesa contenuta e un po’ di allegria.
Due cose pratiche. I saldi sono in corso e le fantasie più richieste si esauriscono per prime, perché sono realizzate su ordinazione. E ci sono decine di disegni tra cui scegliere, quindi ne troverai uno che ti rispecchia davvero.
Quello di plastica è finito nella raccolta differenziata e non mi è mancato nemmeno una volta.
Teresa
Corallo – Cesto portabiancheria fatto a mano
- Morbido tessuto trapuntato con un paesaggio marino cucito tutt’intorno
- Sta in piedi da solo e mantiene la forma sia vuoto che pieno
- Robusti manici in tela per trasportarlo
- Si pulisce con un panno e si ripiega completamente per riporlo
- Tre misure, dal bagno piccolo alle esigenze di tutta la famiglia
- Decine di fantasie nella collezione
- Spedizione gratuita in Italia
Saldi in corso: 60% di sconto. Le fantasie realizzate su ordinazione più richieste si esauriscono per prime.